SOSPENSIONE DEI SANITARI: PERSONALE ALLO STREMO E LA PROVINCIA MINIMIZZA

Set 13, 2021 | Comunicati-stampa, La voce di Futura, Lavoro, sviluppo e dignità, Paolo Zanella, Salute per tutti/e

La situazione di carenza di personale sanitario sta peggiorando di anno in anno, ed è ormai endemica: mancano infermieri un po’ ovunque, i medici di medicina generale sono merce rara (si pensi solo a Ledro e Canova, per citare due casi noti) e tra gli specialisti ortopedici, ginecologi, pediatri, psichiatri e anestesisti sono introvabili. È in questo quadro, già allarmante di per sé, che si innestano le assenze dovute alle sospensioni del personale non vaccinato. Proprio perché vanno a colpire un sistema già al limite e sottoposto allo stress test pandemico che dura da oltre un anno e mezzo, le assenze anche di pochi professionisti per reparto, servizio o RSA stanno mettendo alla prova la tenuta del sistema sanitario e la resistenza del personale. Ferie sospese, richiami dai riposi, personale che passa da un reparto all’altro per tamponare le assenze senza adeguata formazione (si veda il caso degli infermieri di Borgo spostati dalla chirurgia al pronto soccorso), servizi per le professioni sanitarie che non sanno più che risposte dare alla carenza di personale: la coperta corta a forza di tirarla da tutte le parti prima o poi si strappa. Per il personale che si è giustamente vaccinato, rinunciare ai pochi riposi e alle ferie (ancora quelle estive da godere) per coprire i colleghi non vaccinati è l’ennesima beffa. E siamo solo all’inizio. A breve dovrebbero arrivare le lettere di sospensione a centinaia di professionisti dei quali è stata ritenuta infondata la giustificazione per non vaccinarsi. E le risposte organizzative dell’assessorato dove sono?! Già a giugno in Aula chiedevo all’assessora Segnana quali progetti di riorganizzazione fossero in campo per far fronte alle sospensioni. Rispondeva che si sarebbe proseguito con la persuasione del personale a vaccinarsi, come si fosse convinti di arrivare a vaccinare tutti. Ora che siamo giunti al dunque le risposte organizzative di fatto non ci sono e si rischia l’ennesimo sovraccarico di chi resta o la sospensione dei servizi per l’utenza. Anche ai sindacati che sollecitano soluzioni da tempo, di fatto nessuna risposta, se non tavoli che non decidono nulla. Il problema è che mancano risposte sia a breve termine (ma forse nemmeno tanto breve, se verrà prorogata la sospensione al 2022), che nel lungo periodo. In quest’ultimo caso se non si troveranno le strategie per attrarre e trattenere il personale, il rischio di una fuga verso il privato (già iniziata) determinerà la paralisi del pubblico e una privatizzazione indiretta della sanità. Servono investimenti immediati, che lo Stato sta iniziando a fare, mentre la Provincia di Trento continua con un atteggiamento miope e attendista, quando ci sarebbe bisogno di mobilitarsi con urgenza, come se si potesse affrontare uno tsunami stando in spiaggia guardandolo arrivare.

Paolo Zanella
Consigliere provinciale FUTURA

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