FUTURA presenta un’interrogazione su fitofarmaci per la “Flavescenza dorata” e i rischi per le api

Giu 22, 2021 | Ambiente e sviluppo sostenibile, Consiglio provinciale, Interrogazioni, La voce di Futura, News, Paolo Zanella

Interrogazione a risposta scritta

Fitofarmaci per la “Flavescenza dorata” e rischi per le api

Premesso che:

la Flavescenza dorata (FD) è una malattia della vite comparsa in Italia verso la fine degli anni ‘90 e soggetta a lotta obbligatoria (Decreto Ministeriale del 31 maggio del 2000). È causata da microrganismi parassiti, denominati fitoplasmi, che nella vite si localizzano nel sistema di trasporto della linfa provocando squilibri ed alterazioni. Da anni il fitoplasma che la provoca si insedia nei vasi linfatici causando un’alterazione del metabolismo della pianta;

le principali disposizioni su cui si basa la lotta alla FD sono l’obbligo di segnalare la presenza dei sintomi all’Ufficio fitosanitario provinciale, l’obbligo di estirpo e l’obbligo di trattamento contro l’insetto vettore (una cicalina di pochi millimetri, lo Scaphoideus titanus), conformemente alle disposizioni emanate dal Centro di trasferimento tecnologico della Fondazione E. Mach;

il 10 giugno 2021 il Dirigente del servizio agricoltura della PAT con la determinazione n. 463 ha emanato le direttive sulla lotta obbligatoria alla FD e, attraverso il bollettino n. 19 emanato il 16 giugno 2021, la Fondazione E. Mach ha stilato il primo intervento che obbliga all’esecuzione di almeno due trattamenti con insetticidi contro l’insetto vettore a partire dal 18 giugno;

uno degli insetticidi indicati è il Trebon che risulta essere tanto efficace contro la FD, quanto altamente dannoso e tossico per le api;

gli apicoltori del Trentino, già in crisi per la debolezza delle api dovuta alla scarsa fioritura del melo, acacia e tarassaco, denunciano il ritardo con il quale la Fondazione ha comunicato l’inizio dei trattamenti, impedendo, di fatto, di poter spostare gli alveari in zone più sicure per le api;

l’unica soluzione per la salvaguardia delle api sarebbe, secondo la Fondazione E.Mach, lo sfalcio alla base dei vitigni per evitare il richiamo degli insetti. Azione considerata inutile da parte degli apicoltori per via della velocità di ricrescita del trifoglio che in questo periodo è l’unica fonte di sostentamento per le api già deboli;

una critica sulla scelta dell’uso di questo insetticida arriva anche dal tecnico delle Cantine Ferrari che afferma come il trattamento non dia una soluzione definitiva al problema della FD e che l’unica pratica davvero efficace sia l’estirpo. Al momento molte cantine hanno deciso di non utilizzare alcun insetticida e praticare lo sradicamento delle piante;

il Rapporto 2019 dell’IPBES, l’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU ha calcolato una diminuzione di api selvatiche e farfalle pari al 40-50% e dimostrato che il declino degli insetti è otto volte più veloce di quello dei mammiferi, uccelli e rettili. Alla base del fenomeno ci sarebbero molteplici fattori: uso di prodotti fitosanitari, pratiche agronomiche che non lasciano habitat per queste specie di insetti, i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale diffuso e la presenza di specie esotiche invasive;

proteggere e ripristinare la biodiversità e assicurare il mantenimento dei servizi ecosistemici e, in particolare, proseguire e migliorare le azioni a tutela degli insetti impollinatori, dai quali dipende oltre il 70% della produzione agricola per la nostra alimentazione sono tra gli obiettivi della Direttiva 2021 agli enti parco nazionali per l’indirizzo delle attività dirette alla conservazione della biodiversità. Obiettivi la cui urgenza, sottolinea l’introduzione dell’atto firmato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, è stata ribadita dalla pandemia in corso e che costituiscono “uno dei pilastri sui cui costruire una ripresa economica dell’Italia agganciata al Green Deal europeo”;

l’importanza della tutela degli insetti impollinatori è stata ribadita anche dal Consiglio provinciale che ha votato all’unanimità l’Ordine del giorno n. 330/XVI, proposto da Futura, che impegna la Giunta a promuovere forme di monitoraggio e azioni di tutela delle api in stretta collaborazione con gli enti di ricerca, anche coinvolgendo i portatori di interesse, a partire dalla realizzazione di un’azione pilota di monitoraggio della qualità ambientale dei prati – pascoli del settore trentino del Parco nazionale dello Stelvio e a a realizzare ulteriori azioni di tutela e di recupero degli habitat prativi ricchi di specie nelle aree protette provinciali, sia gestite direttamente, sia gestite attraverso i parchi naturali e le reti di riserve.

Tutto ciò premesso:

CHIEDO AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E ALL’ASSESSORA ALL’AGRICOLTURA

  1. quando e con quali tempi siano stati avvertiti gli apicoltori del trattamento obbligatorio contro la Flavescenza Dorata?
  2. perché non si siano approfondite e ampliate le modalità di contrasto, anche confrontandosi con gli apicoltori, visto che l’epidemia di FD è in fase espansiva e che lo Scaphoideus titanus è diffuso ormai da decenni in Trentino?
  3. perché la FEM non abbia inserito tra gli insetticidi da utilizzare al posto del Trebon, quello che il presidente degli apicoltori ha suggerito come alternativa meno dannosa per le api ?
  4. quanto sono efficaci gli insetticidi per bloccare la diffusione della malattia?
  5. come la Provincia stia vigilando sull’effettivo sradicamento delle viti affette da FD, visto che l’estirpo completo delle piante infette rappresenta l’unica soluzione efficace nel contrasto della FD?

Paolo Zanella
Gruppo consigliare FUTURA

Interrogazione

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