Non c’è pace per il carcere di Trento: si è dimessa la responsabile della medicina carceraria

Apr 23, 2022 | Comunicati, Consiglio provinciale, Interrogazioni, Nessuno resti indietro, News, Paolo Zanella, Salute per tutti/e, Visioni

Alla Casa circondariale di Spini di Gardolo, oltre a mancare Direttore/Direttrice dedicato/a (l’attuale è a scavalco su Bolzano), agenti di Polizia penitenziaria (manca oltre il 30% dell’organico rispetto al numero previsto all’apertura dell’istituto penitenziario – 240 detenuti – sforato di oltre un centinaio di reclusi, rendendo la carenza di fatto molto più grave) ed educatori professionali (ne mancano il 50%), ora torna a mancare personale medico.

Si è recentemente dimessa, infatti, la dott. ssa Mazzetti, responsabile della Struttura semplice di medicina carceraria, figura ormai storica del carcere che ha contribuito alla riorganizzazione e al potenziamento del servizio sanitario carcerario – il cui operato si è contraddistinto per un’elevata tensione di ruolo nella presa in carico dei detenuti e delle detenute con problemi di salute. Attualmente il carcere si trova quindi senza una figura di riferimento esperta che funga da responsabile medico, mentre pare che anche un altro medico si sia recentemente licenziato e che aa uno sia scaduto il contratto e abbia deciso di non rinnovarlo.

Il tutto in un carcere dove il numero di detenuti con problemi di salute mentale e di tossicodipendenza sono elevati e l’assistenza medica è cruciale per il buon funzionamento complessivo della vita carceraria, messa a dura prova da tutte queste carenze che si sommano e che rendono di fatto sempre più difficile da mettere in campo tutte quelle attività di rieducazione finalizzate al reinserimento sociale.

Come verrà sostituita la responsabile medica della struttura carceraria,oggi che vi sono sempre meno medici e il carcere non è di certo il luogo più attrattivo dove lavorare? E alla carenza generale di medici in carcere come pensa di rispondere APSS? Perché anche chi ha una particolare dedizione per il lavoro con chi è in carcere si trova nelle condizioni di doversene andare? È solo una questione di carenza di personale che alimenta le difficoltà dei professionisti o concorrono anche altri fattori a rendere difficile il clima in carcere?

Su questo ho depositato un’interrogazione alla Giunta provinciale, che allego.

PAOLO ZANELLA
Consigliere provinciale del Trentino
Futura
Consigliere regionale del Trentino – Alto Adige/Sudtirol
Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda

Testo dell'interrogazione

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