Il presidente della Fondazione Demarchi apre una comunità per ragazzi in difficoltà?

Apr 20, 2022 | Comunicati, Consiglio provinciale, Interrogazioni, Lavoro, sviluppo e dignità, Nessuno resti indietro, News, Paolo Zanella, Salute per tutti/e

Premesso che:

l’articolo 6 della legge provinciale n. 16 del 28 dicembre 2020 (legge di stabilità provinciale 2021) ha modificato l’art. 48 della legge provinciale 25/2012, sulla promozione della ricerca e della formazione in ambito sociale, prevedendo che la Provincia, oltre alla ricerca, promuova anche l’innovazione e che per farlo possa stipulare Accordi di programma con la Fondazione Demarchi e in particolare che “questi accordi stabiliscono gli obiettivi da perseguire, gli interventi e le finalità da realizzare, le risorse e le modalità di verifica dei risultati. Nell’ambito degli accordi di programma la Provincia può definire, nel rispetto dello statuto della fondazione, obiettivi d’interesse comune, anche con riferimento a settori di attività della fondazione diversi da quelli previsti dal comma 1, in particolare al fine di orientare l’attività della fondazione medesima al perseguimento degli obiettivi di sostegno dei giovani delineati dalla legge provinciale 14 febbraio 2007, n. 5 (legge provinciale sui giovani 2007), con specifico riferimento allo sviluppo delle competenze e al contrasto all’esclusione e all’emarginazione sociale dei giovani, anche tramite l’attivazione di misure per il contrasto della dispersione scolastica e per la prevenzione della diffusione e dell’uso di sostanze stupefacenti nonché di altre dipendenze.”

a Luglio 2021 il Collegio dei Membri istituzionali ha modificato lo Statuto della Fondazione, inserendo come elemento fondamentale l’azione diretta di carattere educativo con i giovani, modificando l’articolo 2:  “La Fondazione si impegna altresì a favorire una crescita sana dei giovani, contrastando ogni impedimento a questo obiettivo, quali la povertà educativa, la dispersione scolastica e le dipendenze promuovendo progetti positivi per la loro crescita” e inserendo tra le attività delle quali si occupa anche quelli di “progettare, mantenere e svolgere manifestazioni, esibizioni, convegni, dibattiti, scuole, centri formativi e educativi” e di “contrasto alla povertà educativa, alla dispersione scolastica e a ogni dipendenza patologica”;

questa modifica statutaria implica che la Fondazione possa – oltre ad operare come organismo di secondo livello deputato a fornire assistenza tecnica a istituzioni e realtà del terzo settore (formazione, ricerca, innovazione) – agire come ente realizzatore di servizi educativi, potendo realizzare attività formative per giovani, istituire scuole, centri formativi ed educativi. Questo passaggio modifica significativamente la natura della Fondazione e la sua mission, ponendola in concorrenza con realtà formative ed educative pubbliche (centri di formazione professionale, ad esempio) e del terzo settore (cooperative, associazioni). Si profila, altresì una confusione di ruoli con IPRASE, istituzionalmente deputata a sostenere ricerca e formazione per il sistema scolastico e formativo trentino. Entra quindi in concorrenza esplicita con le realtà che gestiscono gli interventi;

per agire come ente erogatore di servizi socio-educativi, però, la Fondazione Demarchi dovrebbe accreditarsi, come prevede la norma, ma questo provocherebbe una sorta di cortocircuito tra ente da accreditare e ente strumentale della Provincia che ha ricevuto mandato dalla stessa di accompagnare l’accreditamento e l’affidamento dei servizi sociali.

Considerato che:

con l’interrogazione n. 3383/XVI del 19 gennaio scorso, il sottoscritto chiedeva chiarimenti, tra le altre cose,  rispetto a un progetto al quale pareva la Fondazione Demarchi stesse lavorando dall’estate scorsa, con al centro una nuova iniziativa educativa di carattere residenziale e comunitario presso le caserme delle Viote. A questo quesito non è mai stata data risposta;

ora le notizie si fanno sempre più insistenti e circostanziate e pare proprio che alle caserme delle Viote vi sia l’intenzione di aprire una comunità di recupero, sembra sul modello di San Patrignano, della cui sezione trentina a S. Vito di Pergine era direttore proprio l’attuale Presidente della Fondazione Demarchi;

un progetto educativo che vuole realizzarsi in un contesto isolato come quello delle Viote non risponde a un modello andragogico inclusivo, ma a un modello di isolamento sociale come strumento riabilitativo, un modello anacronistico di trattare il disagio sociale e le dipendenze;

pare che detto progetto sia portato avanti dal Presidente della Fondazione Demarchi in partnership con la Provincia, che già finanzia altre comunità dedicate alla riabilitazione di persone – anche giovani – con problemi di dipendenza, che operano con un approccio che si fa carico della complessità e della complessificazione del fenomeno “dipendenze” al quali si sta assistendo ormai da diversi anni, anche con moduli di trattamento differenziati nelle diverse comunità (deliberazione di Giunta provinciale n. 395 di data 8 marzo 2022);

pare tra l’altro che il Presidente stia agendo in assoluta autonomia, senza aver condiviso un progetto di questa portata con il Consiglio di amministrazione, e che lo stia presentando a diversi enti e associazioni del territorio con l’intenzione di raccogliere manifestazioni di interesse;

se quanto appreso fosse vero, apparirebbe quanto mai sospetto il tempismo con il quale è avvenuta la modifica della norma provinciale e quella conseguente dello Statuto della Fondazione Demarchi per ricomprendere nella mission della stessa il contrasto alla dipendenza patologica.

Tutto ciò premesso:

INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PER SAPERE

  1. se nell’Accordo di Programma con la Fondazione Demarchi e nel relativo Piano delle attività sia ricompresa l’apertura di una struttura comunitaria per la riabilitazione di giovani in condizioni di sofferenza e/o di dipendenza;
  2. se risponde al vero che il Presidente della Fondazione Demarchi ha in progetto la realizzazione di una comunità per giovani problematici (con dipendenza o tossicodipendenza?) alle caserme delle Viote;
  3. se la Provincia è partner di detto Progetto e con quale finanziamento intende sostenerlo;
  4. se è vero che detto progetto non è stato condiviso con il Consiglio di amministrazione della Fondazione e in tal caso a che titolo il Presidente lo sta portando avanti;
  5. se è vero che il progetto è stato presentato a diversi enti e associazioni e in tal caso a quale scopo;
  6. quali siano le ragioni per dare vita a un’altra comunità di riabilitazione di ragazzi in difficoltà (a causa di dipendenze), peraltro in un contesto del tutto isolato e educativamente per nulla inclusivo, essendoci già quattro comunità che si occupano di disagio legato alle dipendenze che operano sul territorio;
  7. se la Fondazione Demarchi sia accreditata per svolgere direttamente un servizio di riabilitazione di giovani affetti da dipendenze. 

PAOLO ZANELLA
Gruppo consiliare FUTURA

Scarica l'interrogazione

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