La riforma istituzionale di Gottardi: un ritocco che fa male ai comuni

Mar 14, 2022 | Comuni, Comunicati, Consiglio provinciale, La voce di Futura, News, Paolo Zanella, Partecipazione e comunità, Visioni

Il commissariamento delle Comunità di valle pareva essere il preambolo al loro smantellamento. In realtà, alla luce della riforma partorita dall’assessore Gottardi, ora sappiamo che sono state tenute in standby senza alcun motivo, visto che adesso, sotto altra forma, vengono ripristinate.

Futura ha espresso più volte la propria contrarietà in merito al commissariamento delle Comunità di valle perché ritenute enti sovracomunali centrali nel supportare e coordinare il difficile lavoro dei Comuni in ambiti strategici. Nell’attesa che l’assessore portasse avanti questa gestazione biennale, il commissariamento non ha certo fatto bene alle Comunità di valle e ai Comuni in difficoltà da due anni causa CoViD, alle prese coi bandi del PNRR da portare avanti e con tutti i servizi sociali da affidare da parte senza assessore delle Comunità referente alle politiche sociali.

Sulle competenze che avranno in capo le Comunità di valle nulla è trapelato e non si sa se la Provincia cederà più competenze e se le Comunità accentreranno alcuni servizi comunali, come sarebbe opportuno, ad esempio gli appalti, che lo scarso personale dei comuni non è in grado di continuare a portare avanti.

Si sa però che il/la Presidente sarà un /una Sindaco/a, cosa insostenibile col carico di lavoro oggi in capo agli amministratori locali e che creerà conflittualità tra i Comuni. Si sa anche che il/la Presidente non avrà più un/una segretario/a generale, ma nominerà un/una manager di fiducia, col rischio di mettere la Comunità nelle mani dell’amico/a, inadatto a portare avanti una macchina amministrativa complessa, delicata e strategica quale quella delle Comunità.

Dai primi commenti trapelati dal CAL si evince che non ci sia stato un reale processo partecipativo (cosa ha fatto in questi tre anni l’assessore Gottardi?!) e un preventivo e quanto mai necessario confronto con l’ente che rappresenta le amministrazioni del nostro territorio e questo è sentore di un approccio ideologico al tema che sta alla base della riforma.

Il mantra pare sia quello di “tornare alla centralità dei comuni”. Mai come oggi ci accorgiamo di quanto le parole siano lontane dai fatti. Questa “riforma” appesantisce ulteriormente i Comuni, già in difficoltà per la grave carenza di personale, mentre oggi sarebbe indispensabile facilitare una collaborazione tra Comuni e Comunità che migliori i servizi e le risposte ai cittadini e alle cittadine.

Il Trentino, i suoi amministratori e le sue amministratrici meritano un’attenzione e una visione diversa.

PAOLO ZANELLA
Consigliere provinciale FUTURA

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