Grazie Presidente, grazie consigliere e consiglieri, 

Intervengo su tre temi: ricerca e innovazione, pari opportunità, giovani. Tre temi rimasti più ai margini rispetto alle questioni di emergenza di questi mesi, ma che crediamo sia comunque importante sottolineare perché occuparcene ci permette di affrontare meglio anche le urgenze. 

Non lo diciamo con retorica: crediamo davvero che avere maggiori conoscenze e informazioni ci aiuti a reagire meglio alle sfide; che avere maggiore diversità nelle istituzioni o più donne attive sul mercato del lavoro serva a prendere decisioni migliori e a rendere più sostenibile l’economia del paese; che prenderci cura dei giovani serva a far crescere cittadini più attenti ai bisogni degli altri, così come farci cario delle fragilità e del disagio sempre più evidente delle nuove generazioni, senza intenderli come “problemi privati sofferti da individui danneggiati”, come scriveva Mark Fisher, serva a costruire una società più sana e solida.

Vengo al primo tema: ricerca e innovazione. Dove se ne parla, nel DUP si scrive: “Far diventare intelligente la città sociale e sociale la città intelligente”. Credo che questo sia proprio il punto quando si ragiona di ricerca e innovazione, cioè dotarci di strumenti. Strumenti capaci di far basare le scelte, anche quelle politiche, non su intuizioni ma su dati e analisi. Strumenti capaci di coinvolgere cittadini e studenti in progetti collettivi sulla base delle loro competenze. E strumenti capaci di sfruttare la potenzialità tecnologica per accrescere il welfare cittadino. 

Nel pratico sarà quindi importante: continuare nei piani di digitalizzazione perché la raccolta maggiore di dati possa aiutarci nei vari campi, in particolare faccio riferimento a quello ambientale; così come continuare a lavorare nel tavolo Unicittà per formulare nuovi progetti di ricerca.

Passo al secondo tema: pari opportunità. Nel DUP si parla di “Fare Trento una città delle pari opportunità, garantendo i diritti e combattendo le discriminazioni”. Lo trovo un obiettivo meraviglioso, ma molto distante dalla realtà. Il fatto di essere una donna non dovrebbe portare ad avere meno possibilità rispetto ad un uomo, eppure oggi è ancora sempre così. Il problema però è che essendo così quotidiane e individuali le discriminazioni, c’è il rischio di concludere che esse vadano risolte singolarmente, nelle varie occasioni in cui si verificano. Che la questione sia reagire ad un femminicidio o rispondere a tono a una battuta sessista. Quello che serve invece è fare un lavoro strutturale, che cambi le impostazioni con cui si guarda la realtà e che punti all’educazione.

Nel pratico servirà perciò continuare a lavorare per la creazione del bilancio di genere, che aiuterà a mettere in luce le discriminazioni sistematiche. E continuare progetti di sensibilizzazione, per accelerare un cambio culturale di cui abbiamo estremo bisogno.

Chiudo con il terzo tema: giovani. Nel DUP si die “valorizzare bambini e giovani per farli diventare protagonisti della nostra città”. Credo che il tema sia fondamentale. Tra le nuove generazioni esiste un grandissimo potenziale di competenze e capacità che possono portare frutti nella gestione e progettazione del territorio. Compito della politica è quello di trovare spazi perché possano esprimersi, crescere assieme e contribuire ai progetti della città.

Nel pratico sarà essenziale continuare i progetti nelle scuole per avvicinare istituzioni e nuove generazioni e continuare con politiche che rispondono alle esigenze dei giovani.

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