Regolamento di convivenza. Intervento di Giulia Casonato durante l’adunanza del 16 dicembre in Consiglio Comunale a Trento

Dic 16, 2021 | Ambiente e sviluppo sostenibile, Cultura, creatività e innovazione, Futura Trento, Giulia Casonato, La voce di Futura, News, Partecipazione e comunità, Visioni

Grazie Presidente, grazie consigliere e consiglieri,

Prima di arrivare al racconto della visione e alle azioni che vogliamo mettere in campo per il prossimo anno, permettetemi di fare una constatazione. Questa considerazione riguarda il fatto che, quando ci si occupa di questo fenomeno e quando si parla di socialità notturna e movida, quasi ogni interlocutore, chiunque esso sia e qualunque siano le sue esigenze, sembra già avere personalmente una soluzione univoca, perfetta e semplice per risolvere tutti i mali e rispondere a tutti i bisogni. Parto da questo punto perché, per quanto sia una dinamica umana, credo sia importante che noi come consiglieri, amministratori e politici, ci facciamo carico di provare a trasformarla, perché per lavorare su questi temi, così come altri, serve condividere la consapevolezza che non esistono soluzioni uniche, non si può trovare soluzioni da soli e una proposta non è veramente risolutiva se non si prevede di avere cura di accompagnare tutta la città verso quella soluzione. Non si tratta solo di fare, anche, ma soprattutto di arrivarci in tante e tanti assieme. 

Ma veniamo ora alla visione. L’idea di base da cui abbiamo iniziato a lavorare è il fatto che l’esigenza di socialità, anche quella serale, ha un enorme valore per la città:

  • Innanzitutto perché la notte è un luogo di crescita, che permette di sviluppare il capitale sociale della città. È un luogo terzo rispetto a quello della famiglia, del lavoro o della scuola, dove è possibile costruire la propria identità e incontrare chi altrimenti non avremmo mai incrociato, costruendo reti da coltivare anche di giorno, siano esse di tipo affettivo, amicale o lavorativo. 
  • In secondo luogo la notte è un luogo di espressione, che permette di sentirsi protagonisti, ma sperimentando allo stesso tempo un senso di appartenenza. 
  • La notte è poi un luogo di ibridazione e rappresenta un terreno fertile per il settore artistico, creando spazio per l’innovazione e nuove modalità di aggregazione. 
  • Infine la notte è importante perché crea valore economico, sia grazie al comparto del leisure – bar, discoteche, teatri, cinema – che ai servizi connessi, ma permettendo inoltre di aumentare il potere attrattivo della città nei confronti di studenti e professionisti.

Se guardiamo alla situazione attuale però la socialità notturna nella nostra città non corrisponde ancora alla visione positiva e ricca di potenziale descritta fino a questo punto. E, non solo il valore della notte non sempre emerge, ma anzi assistiamo a un vero scontro tra le esigenze che hanno compromesso e compromettono il diritto alla quiete e al riposo di alcuni cittadini. 

Serve allora trovare spazi, servizi e modalità idonee, che contribuiscano al benessere di tutta la città, nella piena cura di chi la notte non ha interesse a viverla attivamente. 

Le prime azioni che vogliamo mettere in campo nel prossimo anno riguardano cinque ambiti. 

Il primo progetto riguarda Piazza Dante. Grazie ad alcuni eventi e serate, il primo Poè, questa estate, curato da Trento Poetry Slam, e altri nelle ultime settimane portati avanti da alcune associazioni universitarie, un grande ringraziamento va a UNiTiN e UDU in collaborazione con il Liber Cafè, c’è stato modo di sperimentare l’utilizzo della Piazza, di verificare il suo grado di attrazione e la capacità di accogliere aggregazioni serali senza provocare disturbo alla quiete. Queste sperimentazioni ci hanno confermato la potenzialità del progetto e quindi tra gennaio e febbraio faremo degli incontri con le parti, dalle associazioni di categoria, alla circoscrizione, alla comunità studentesca. Quest’ultima, grazie al lavoro prezioso della Consulta degli Studenti ha già portato al comune alcune proposte da cui inizieremo la progettazione. Gli incontri serviranno a definire le nuove modalità di utilizzo dello spazio, prevedendo per la primavera una o più strutture per la somministrazione e l’adeguamento della piazza all’uso serale, con particolare riguardo all’illuminazione. Cito questo come primo progetto perché esemplificativo del metodo che si vuole utilizzare nella ricerca di soluzioni: si tratta di un progetto costruito e che continueremo a costruire assieme, a partire dai bisogni manifestati dalle parti, che permette di conciliare le esigenze senza ledere diritti, che fa esprimere le risorse dei giovani per immaginare una città ancora più bella, e che da modo di prendersi cura di spazi abbandonati, in ogni accezione del termine, grazie all’energia positiva di una comunità che si riunisce.

Il secondo progetto riguarda i parchi, in particolare le Albere. Abbiamo già sperimentato l’estate scorsa l’utilizzo del Parco Santa Chiara con l’iniziativa Tutti al Santaaa, e abbiamo visto quanto può essere positivo per la città. Anche qui il metodo di progettazione è lo stesso che per Piazza Dante e verrà avviato dopo febbraio. In questo modo avremo la possibilità di basarci sui dati raccolti attraverso il progetto di ricerca sulla socialità notturna, finanziato all’interno dei protocolli UniCittà, nato a partire da un progetto dei PGZ, che saranno disponibili definitivamente tra qualche mese. Il progetto riguarderà l’adeguamento del parco attraverso la potenziale creazione di una nuova struttura.

Il terzo ambito riguarda la necessità di attivare e abilitare i cittadini alla coprogettazione di nuove modalità di aggregazione serale. All’interno di questo progetto è prevista tra le altre cose, l’attivazione di un percorso di formazione per la creazione di eventi in città e il potenziamento della mappatura e divulgazione dei luoghi idonei alla creazione di intrattenimento serale.

Il quarto ambito riguarda una dimensione di aggiornamento, ricerca e narrazione. Ci siamo inseriti nella rete internazionale dei Night Mayor come prima città italiana in cui è stata istituita la figura del Sindaco della Notte e questo ci permetterà di entrare in rete con altre città, in particolare europee, con le quali scambiarci buone prassi. Allo stesso modo vogliamo proseguire la collaborazione con l’Università di Trento per continuare a fare ricerca su questi temi che ci permetta di scegliere al meglio le politiche da adottare in questo campo. Prevediamo inoltre di organizzare degli eventi, sia informativi che in forma partecipata, per ragionare con la città su bisogni e nuove soluzioni. Il primo sarà a gennaio, organizzato sempre assieme alla Consulta degli studenti.

Il quinto ambito riguarda infine la dimensione dei regolamenti. In questa dimensione rientra chiaramente il regolamento di convivenza che discutiamo questa sera. Questo perché per dare vita a delle aggregazioni serali e notturne positive abbiamo anche bisogno di una base di regolamentazione che dia all’amministrazione margine di intervento in forma più strutturata. Perché se da un lato esistono in città luoghi adatti ad ospitare grandi numeri e certe attività, ed essi vanno potenziati, altri non lo sono e difficilmente potranno esserlo. Il regolamento di convivenza va quindi in questa direzione: evitare delle situazioni di disagio in alcune zone cittadine, collaborare con gli esercizi pubblici perché siano co-responsabili della cura della città e dei suoi abitanti, e creare degli strumenti di monitoraggio di quello che avviene dopo un certo orario in città. Credo sia uno strumento importante, così come sarà importante verificarne l’efficacia e la correttezza nei mesi che verranno. Sempre nella dimensione dei regolamenti faremo un lavoro per proporre delle modifiche invece all’attuale regolamento di polizia urbana, perché, volendo potenziare l’utilizzo dei parchi come luoghi di vera socializzazione, servirà fare delle modifiche per permettere più funzioni. 

Lasciatemi chiudere con un ringraziamento particolare al Sindaco, così come alla Giunta, per aver dimostrato grande attenzione e interesse al tema. Ogni giorno, in particolare anche dopo lo scoppio della pandemia, il presente ci mostra come le sfide che ci attendono riguardano non solo progetti materiali o piani di sviluppo fisici, ma anche il tornare a prendersi cura delle relazioni e delle modalità di vita condivisa nel contesto cittadino. Trento sta dimostrando di esserne consapevole – anche attraverso il lavoro che vogliamo portare avanti e che abbiamo condiviso oggi – e come cittadina, prima ancora che consigliera, non posso che essere molto orgogliosa.

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