Quadruplicamento della ferrovia del Brennero: l’accelerazione impressa al progetto non può andare a discapito della partecipazione dei territori

Set 1, 2021 | Ambiente e sviluppo sostenibile, Comunicati, La voce di Futura, Luoghi futuribili, Nessuno resti indietro, News, Partecipazione e comunità, Visioni

Futura parteciperà all’assemblea di questa sera organizzata dal Comitato San Martino -Buonconsiglio alla presenza del sindaco Ianeselli e dell’assessore Facchin, in merito all’impatto dei lavori sulla circonvallazione e al quadruplicamento della ferrovia.

Qui di seguito illustriamo la sintesi di un documento più corposo (in allegato) che delinea la nostra posizione sull’argomento e la preoccupazione circa l’accelerazione dei tempi che rischia di inficiare una necessaria partecipazione e discussione circa l’impatto dell’opera da parte dei territori interessati.

In questi mesi abbiamo seguito con attenzione il dibattito nato attorno al quadruplicamento della ferrovia del Brennero. Tema che interessa tutta la Regione (dentro un progetto di dimensione euromediterranea) ed è diventato di strettissima attualità per la nostra Provincia con l’inserimento della circonvallazione di Trento tra le opere prioritarie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Abbiamo letto le numerose obiezioni sull’opportunità di realizzare l’opera. Abbiamo ascoltato le argomentazioni portate dagli esperti chiamati dal Comitato NoTav del Trentino. Perplessità riguardo all’utilità reale di un’opera pensata venticinque anni fa che, stante la nuova consapevolezza in tema di sostenibilità ambientale, sono più che legittime.

L’opera in questione, però, – lo abbiamo imparato in questi ultimi mesi – è inserita in documenti europei, norme nazionali e ora anche provinciali e l’accelerazione impressa dal PNRR sembra rendere particolarmente difficile metterne in discussione la realizzazione.

E’ bene esprimersi con la massima chiarezza. L’opzione zero – la non realizzazione della circonvallazione – non sembra a questo punto più percorribile e non è quella che crediamo valga la pena richiamare a fronte di un investimento economico confermato (quasi un miliardo di euro) che deve trovare il miglior utilizzo possibile, sia nei termini della transizione ecologica a cui siamo obbligatoriamente chiamati che in nome della modernizzazione delle infrastrutture della mobilità e del trasporto, che ovviamente non ha nella dorsale del Brennero l’unico progetto, ma certo uno dei più rilevanti e impattanti – nel bene e nel male – per l’intero territorio provinciale e regionale.

A questo punto può risultare più incisivo e decisivo lavorare per presidiare il “come” la circonvallazione di Trento – e più in generale l’intero quadruplicamento della ferrovia del Brennero – verrà realizzata, chiedendo maggiore coinvolgimento della cittadinanza, cosa che Futura ha già fatto sia a livello provinciale (mozione sulla partecipazione e odg sul dibattito pubblico, approvati entrambi dal Consiglio provinciale) che all’interno del Consiglio Comunale  di Trento (mozione da discutere).

Crediamo sia importante che le forze sociali e politiche si facciano trovare preparate, perché il tempo per pretendere e partecipare al dibattito pubblico, per portare osservazioni e proposte sarà purtroppo davvero risicato (si avranno a disposizione solo 45 giorni, così come previsto daL DL 77/2021, convertito con modifiche dalla legge 108/2021). E’ necessario lavorare perché il progetto della circonvallazione della città di Trento – che parte con diversi limiti, specie in tema di impatto sulla sostenibilità climatica – produca i maggiori benefici possibili sulla città in termini di vivibilità e di sostenibilità.

Oltre a tutti gli aspetti progettuali che andranno presidiati (tracciato, interferenze con sorgive e falda, cantieristica, smaltimento dello smarino, intersezione dell’interramento con le zone inquinate di Trento nord,…) vanno assolutamente chiariti alcuni aspetti nodali:

  • onde evitare il rischio di realizzare un’opera faraonica che poi resti inutilizzata, serve un progetto complessivo e un piano di finanziamento del quadruplicamento sull’intero asse, senza il quale il corridoio merci ad alta capacità non entrerà mai in funzione. Non si può pensare alla circonvallazione solo come “straordinaria occasione” funzionale a consentire l’interramento di 2,5 km di ferrovia in centro.  Va quindi capito su che tracciato passeranno i due binari aggiuntivi per il trasporto merci nelle due città principali e in tutta la provincia e i tempi di realizzazione del quadruplicamento fuori galleria, mentre si continua a parlare solo delle circonvallazioni di Trento e dell’interramento di Rovereto (anche questo ancora solo un’ipotesi);
  • l’interramento del ferro storico, previsto nel progetto integrato del protocollo PAT – Comune di Trento – RFI, non può andare a compensare solo il centro storico, che già beneficerà dell’assenza del traffico merci deviato in galleria. Serve tutelare le zone a nord, che invece vedranno passare 400 treni rumorosi al giorno, prolungando l’interramento fino a Roncafort. A tutela di tutto il territorio provinciale, poi, devono essere garantite soluzioni tecniche di contenimento dell’inquinamento acustico e delle vibrazioni:

  • se i finanziamenti per la circonvallazione sono nel PNRR e il tram potrà trovare risorse nei bandi ministeriale per il trasporto rapido di massa o nel project financing (preferibile la prima opzione), nulla si sa sulla sostenibilità economica del progetto di interramento della ferrovia storica. In tal senso va anche pesata bene l’idea di raddoppiare e prolungare la Trento – Malè (Nordus), che rischia di risultare un doppione della tramvia (che sarebbe opportuno già ipotizzare anche a sud della stazione), drenando risorse preziose per l’interramento.

Per confrontarsi su questi aspetti è fondamentale garantire la partecipazione dei cittadini, almeno nelle fasi di avanzamento progettuale e di realizzazione, come passaggio importante per il benessere della città e di tutta la provincia. Infatti, il coinvolgimento delle diverse parti interessate permetterà da un lato di raccontare la visione, le motivazioni che hanno portato alla decisione dell’opera e chiarirne i dettagli progettuali, dall’altro di mettere al corrente l’amministrazione di quelle problematicità di cui non si è tenuto conto durante l’ideazione o che emergono dall’esperienza quotidiana dei residenti delle zone interessate dall’opera.
Sono molte  le perplessità da portare all’attenzione del dibattito pubblico perché sia realmente strumento per migliorare le caratteristiche di un progetto, così come per aumentare la democraticità delle decisioni prese, necessaria in particolare in opere così impattanti sulla città e sulla provincia. Per garantire che momenti partecipativi e un reale dibattito pubblico siano realizzati Futura ha già iniziato a lavorare all’interno delle Istituzioni e continuerà a farlo dentro e fuori, convinta del valore fondamentale del costruire un progetto in modo condiviso.

Direttivo FUTURA – solidarietà e partecipazione

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