Tutto cambia. Nuove alleanze per una transizione politica appena iniziata.

Ago 20, 2020 | Federico Zappini, Futura Trento, La voce di Futura, News, Partecipazione e comunità, Programma, Visioni

Editoriale scritto da Federico Zappini e pubblicato sul Corriere del Trentino del 21 agosto 2020.

C’è stato un tempo nel quale la Lega Nord rivendicava il suo ancoraggio territoriale. “Roma ladrona” gridava, già scommettendo sul rancore. Proponeva riforme federaliste, alimentando però l’egoismo e non il mutualismo. Parlava di Europa delle regioni, immaginandole però chiuse e impermeabili.

Poi è sparito il Nord dal nome.

Il rancore è diventata cattiveria, esibita. Il partito si è fatto nazionale e nazionalista praticando negli enti locali (Lombardia, Veneto e Piemonte ci raccontano questa storia, non da ieri) forme radicali e radicate di centralismo e clientelismo.

Tutto cambia insomma.

Dal 2018 anche la Provincia di Trento è governata dalla Lega.

Poco per volta abbiamo scoperto come al conflitto tra città e valli – proposto in campagna elettorale – non corrisponda una reale attenzione per la prossimità ma un mix di gestione raffazzonata della cosa pubblica e brama crescente di accentramento di potere.

Due fattori che generano un’involuzione del confronto dentro le istituzioni e – fuori – uno sfarinamento degli assetti comunitari.

Ben prima dell’arrivo del governo leghista, a essere sinceri, si erano già incrinati alcuni dei fondamentali dell’autogoverno garantito dall’Autonomia speciale.

Il progressivo smantellamento delle Comunità di Valle, pensate come riforma della Provincia sulla base del decentramento amministrativo e politico.

La crisi di governance e di ricambio generazionale, oltre che di vocazione, della Federazione Trentina della Cooperazione.

L’emergere, anche in Trentino, del civismo come ipotesi di presunta possibile neutralità della Politica, senza differenze da dimostrare e scelte da prendere.

Tutto cambia. E cambierà.

Tra poco più di un mese non si voterà solo a Trento.

Si eleggeranno i Sindaci – e le Sindache – in 157 comuni (sui 166 sopravvissuti alle fusioni). Sarà quindi un’elezione a tutti gli effetti provinciale, pur se frammentata. Si confermeranno o sostituiranno le istituzioni più vicine e riconoscibili alla cittadinanza. Da Avio a Vermiglio, da Vallarsa a Sagron Mis.

Dalla piazza dei nostri paesi guardiamo al Mondo.

Moltissime delle sfide che la Politica è chiamata a raccogliere (vivibilità e transizione ecologica; mobilità e cura del territorio; sanità, salute e benessere; crisi demografica e ibridazione tra culture, invecchiamento della popolazione e welfare; innovazione economica e sociale; scuola, università, formazione continua e accesso alla cultura) non si possono risolvere dentro una scala troppo piccola, ma richiedono di allargare lo sguardo cercando collaborazioni, visioni e percorsi comuni.

Futura nel suo programma per la città di Trento fa riferimento a più riprese alla necessità di ricomporre reti di coinvolgimento culturale, sociale e politico. 

Questo può avvenire rifacendosi alle teorie e alle pratiche municipaliste e deve avvenire attivando e intrecciando le migliori capacità con le energie e i desideri esistenti.

Riconoscendosi, incontrandosi e parlandosi. 

E’ in queste intersezioni che può nascere la classe dirigente del presente e del futuro.

ANCI ci dice che in Italia ad oggi ci sono 76 Sindaci “under 30”, 1600 assessori, più di 10mila consiglieri.

E’ un primo segnale importante, da raccogliere e rinforzare.
E’ in queste intersezioni che si riscopre il piacere di essere comunità politica e si riesce – oltre l’urgenza elettorale – a intendersi sugli orizzonti a cui si vuole guardare e sulle strade da intraprendere, accettando la sfida – ricordataci nei giorni scorsi da Simone Casalini – di “sostituire al messaggio semplificato, partigiano e fuorviante la complessità della realtà”.

Trento non può fare da sola.

Il capoluogo non può fare a meno delle valli che la circondano e reciprocamente la città non può sottrarsi al proprio impegno nei confronti delle aree interne che dal fondovalle risalgono le pendici montane.

La Trento capoluogo – così come la immaginiamo – è parte di un ecosistema alpino che è potenziale crocevia tra Mediterraneo ed Europa.

Questa terra tornerebbe “piccola e sola” senza le specificità e le ricchezze che la compongono, agendo in maniera sinergica e complementare, allo stesso tempo pratica e visionaria.

Trento – e con essa il candidato Sindaco Franco Ianeselli e noi candidati consiglieri – deve farsi attivatrice e federatrice di un dialogo con l’intero territorio provinciale.

Con l’obiettivo di coinvolgere chi ne avrà voglia in un percorso che attraversi la scadenza elettorale del prossimo settembre, dandosi l’obiettivo di guidare una transizione politica necessaria che guardi oltre i confini comunali per cominciare a costruire alleanze politiche solide e ambiziose per il futuro dell’intero Trentino.

Tutto cambia. Se lo vogliamo davvero. 

Federico Zappini, candidato alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre con Trento Futura.

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