Lettera aperta di Floriana Grieco e Isabella Chirico pubblicata da Agenzia Giornalistica Opinione il 17 agosto 2020.

Cari genitori e adulti educanti, cari bambini e ragazzi,

scriviamo per esprimere e (r)accogliere pensieri di vicinanza in questa estate post emergenza da Covid-19, dove ci accomuna il tempo sospeso, un’esperienza nuova per tante/i di noi,  alimentata dal non sapere cosa (ci) accadrà nei prossimi mesi.

In particolare, è con profonda preoccupazione che, da mamme e come tanti altri genitori con figli in età scolare, ci chiediamo in quali condizioni riapriranno le scuole in settembre.

E ancora: se dovremo fare i conti con nuovi provvedimenti restrittivi, ci attenderanno ancora le fatiche e le sofferenze interiori che abbiamo vissuto durante il lockdown?

La didattica a distanza, qualora dovesse essere utilizzata, sarà ancora affidata all’iniziativa dei singoli istituti se non dei singoli insegnanti o ci saranno, finalmente, efficaci linee guida nazionali e/o provinciali?

Chi sarà coinvolto per abbassare le fatiche e mitigare l’impatto delle scuole chiuse su famiglie e docenti?

Dare risposte a queste domande è vitale, non solo per un’esigenza pratica di organizzazione famigliare: il 10 aprile scorso l’UNESCO ha dichiarato che oltre 1 miliardo e mezzo di studenti nel mondo (il 90% della popolazione studentesca mondiale di ogni età) sono fuori dalle aule, e, con loro, le famiglie e il personale scolastico; un articolo scientifico pubblicato su springer.com il 19 luglio evidenzia come le scuole chiuse provocheranno un aumento del 6,85% delle malattie croniche, del 3,7% delle malattie cardiache e del 7% dei rischi di artrite.

Non si deve sottovalutare l’impatto sulla nostra salute mentale, laddove “salute” sta per benessere psichico, quel benessere che appartiene auspicabilmente a tutte e tutti noi in condizioni di serenità interiore e di relazione armoniosa con il mondo in cui viviamo.

La sospensione continuativa non solo della didattica, ma di tutte le attività educative, di crescita e di relazione porta con sé un grave rischio per il nostro equilibrio psichico poiché l’essere umano è animale sociale e come tale si nutre e si evolve “in relazione”, sin dal concepimento.

A livello nazionale e locale, si è investito troppo poco o male sulla cura e il benessere psichico della persona.

Questa mancanza si è manifestata con forza in ambito scolastico durante l’emergenza da pandemia: nella maggior parte degli istituti i programmi sono stati portati a termine, ma  l’attenzione è andata ancora una volta alla performance didattica, dimenticando di chiedersi come stessero i nostri figli e come stessimo noi adulti educanti.

Durante il confinamento sono aumentati gli episodi di violenza, di abusi, di femminicidio, le dipendenze dai videogiochi, il fenomeno dell’hikikomori (isolamento volontario e permanente che riguarda bambine/i e ragazze/i), nonché la depressione, i disturbi del sonno e dell’appetito, le pulsioni suicidarie e le fragilità psichiche già in essere.

Il 15 luglio 2020, 95 Stati, Italia compresa, hanno sottoscritto una lettera dell’agenzia ONU sulla salute mentale che definisce «cruciale che agiamo tutti insieme» per portare avanti azioni di benessere rivolte a tutta la popolazione mondiale (www.unitedgmh.org).

Occorre fare qualcosa. In particolare, pensiamo all’istituzione di programmi multidisciplinari di supporto psicosociale, coordinati dal Comune di Trento, che agiscano in modo sistematico in collaborazione con le molteplici realtà esistenti, fra cui gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, per il sostegno al benessere psichico di alunne/i e adulti educanti.

Constatiamo con tristezza quanto la lacuna educativa generata dall’immobilismo del governo provinciale nel settore cruciale dell’istruzione sia una zavorra che affonda ogni possibilità di rispondere alle necessità di aiuto concreto e diffuso dovuto a tutte/i le/i cittadine/i.

Ora non è il momento di indugiare sulla propaganda stantia del “prima i trentini”, è invece il momento di costruire una nuova normalità, dove tutte e tutti possano avere opportunità di benessere e essere riconosciute/i come persone meritevoli di attenzione.

Le persone tutte – adulti e ragazze/i – non devono più essere lasciate a se stesse, sotto nessun punto di vista: la prossima consiliatura può fare la differenza in questo senso e noi ci impegniamo fin d’ora per questo obiettivo.

Floriana Grieco e Isabella Chirico, candidate alle prossime comunali per Trento Futura

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