Editoriale comparso su Agenzia Giornalistica Opinione il 6 agosto 2020.

Basta saper immaginare un’isola

perché quest’isola incominci realmente a esistere

Silvano Agosti

Trento è una città-arcipelago, che in greco antico significa “mare principale”: un gruppo di isole riunite sotto la stessa denominazione.

Il centro storico è circondato da tre dossi che caratterizzano la Tridentum e tutto intorno si arrampicano lingue di terra che lambiscono la città storica, con pendenze dolci e scoscese, collinari e montagnose.

Il nuovo piano culturale della città 2020-2030 non può non tenere conto della morfologia del territorio, con un disegno diffuso dell’azione culturale, che si possa articolare in sintonia con la riforma del decentramento e le nuove strategie della mobilità sostenibile.

Le isole culturali già esistenti vanno messe in comunicazione tra loro. 

In primo luogo valorizzando le singole identità – ad esempio, il polo della scienza, gli spazi della contemporaneità, i luoghi della ricerca storica, della formazione e della produzione artistica possono dialogare di più, con il supporto di Comune e Provincia Autonoma di Trento a cui spetta il compito di creare le condizioni che favoriscano tale dialogo; in secondo luogo immaginando quelle isole che ancora non ci sono, ma che realmente hanno cominciato a esistere in Consiglio comunale a Trento durante la pianificazione urbanistica di fine consiliatura:

  • La nuova cittadella della cultura che nascerà nel cuore della città grazie al progetto di riqualificazione dell’ Ex Facoltà di Lettere e di tutta l’area circostante;
  • La rivitalizzazione dell’area Ex Atesina con il progetto della piazza coperta, gli spazi modulabili, le aree verdi e sportive e la ciclopedonale;
  • La nuova porzione di città che nascerà al di là dell’Adige nell’ex area Italcementi, con lo studentato, un grande parco e un centro espositivo, il parcheggio di attestamento, la partenza della nuova funivia Trento-Bondone e altre funzioni residenziali miste.

Queste tre nuove isole urbane cambieranno in maniera significativa la morfologia della Tridentum storica e richiederanno ulteriori sforzi per favorire le interconnessioni e l’interazione tra le varie identità del territorio, permettendo di pensare sempre più alla città culturale diffusa.

Il lavoro di tessitura deve riguardare non solamente la mobilità, ma anche e soprattutto le relazioni.

A questo proposito, quando parliamo di “Trento Città dei Festival” non accontentiamoci di un attribuire a questa definizione un senso estetico che implica la promozione dei soli format di successo, ma cerchiamo, piuttosto, di aprire un tavolo di relazione tra tutti i festival che da anni agiscono sulla città.

I principali attori culturali cittadini si conoscono ma si ignorano, si scrutano ma non si parlano: credo sia arrivato il tempo di avviare un dialogo fra le parti che permetta di creare una rete dei festival in grado di dare a tutti un valore aggiunto: calibrando bene il rapporto tra centro e periferie e operando secondo una strategia lillipuziana, che valorizzi anche le iniziative piccole ma di qualità.

Se ci pensiamo, la pandemia ha creato, in modo paradossale e senza volerlo, delle condizioni favorevoli alle relazioni tra i mondi culturali, grazie alla necessità di riconoscersi e fare sistema ed allo slittamento in autunno della maggior parte dei format storici che ha spinto i vari soggetti organizzatori a trovare sinergie e collaborazioni inaspettate.

C’è poi un lavoro fondamentale da svolgere nelle relazioni esterne, cercando sinergie e progettualità comuni a Nord e a Sud di Trento – verso Innsbruck e Verona – per riprendere il concetto di distretto culturale, che non può limitarsi alla dialettica fra Trento e Rovereto, ma deve trovare una dimensione europea.

Insomma, ci sono tante rotte da percorrere. Navigando nel nostro arcipelago e verso nuovi arcipelaghi.

Forse può sembrare strano parlare di isole in una città alpina, ma il mare esisteva anche dalle nostre parti migliaia di anni fa, come testimoniano i fossili marini sul Doss Trento. E poi… ci sarà pur un motivo per cui il Nettuno, re dei mari, con il suo tridente, è ancora lì, oggi, a indicarci la strada!

Corrado BungaroAssessore alla Cultura, Biblioteche, Politiche Ambientali e Pari Opportunità del Comune di Trento, candidato al Consiglio comunale con Trento Futura

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