Lottizzazione da fermare: intervento di Marco Ianes (consigliere comunale di Futura)

Giu 13, 2020 | Ambiente e sviluppo sostenibile, Comunicati, Cosa facciamo, Futura Trento, La voce di Futura, Luoghi di Futura, Marco Ianes, News, Trento 2020

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento del nostro consigliere comunale di Trento Marco Ianes, pubblicato il 13 giugno 2020 su L’Adige

Da lunedì 15 giugno riprenderà la discussione del PRG nel comune di Trento.

Il Piano Regolatore che andremo a discutere, in valutazione definitiva, ha come linea guida prioritaria la legge n° 15 del 4 agosto 2015, emessa quando al governo c’era l’assessore Daldoss. Nella legge provinciale il concetto base che tutti i comuni devono tenere presente, nella predisposizione dei piani regolatori, è sintetizzabile in una semplice combinazione di parole: zero consumo di territorio.

Ciò significa che non è più possibile programmare aree edificabili nuove, se non con qualche deroga particolare e, una di queste è proprio il concetto di co-housing. Questo termine inglese, che significa “co-abitare”, permette progetti socialmente utili, come la coabitazione tra studenti e anziani. A Gardolo, nella via 25 aprile, angolo via 4 novembre, proprio di fronte allo splendido parco di Melta, si vorrebbe inserire una lottizzazione dedicata al co-housing. Fin qui, nulla di scandaloso; tuttavia ci sono molte ombre e poche luci su questa iniziativa.

L’inserimento di tale lottizzazione non era prevista nel primo passaggio in consiglio comunale ed è stata inserita con un colpo di mano delle minoranze di destra, proprio nella fase di discussione della prima votazione; ne deriva che la circoscrizione di Gardolo, nulla sapeva di tale progetto, dato che nel PRG originale  passato in circoscrizione non era compreso. Da qui, nasce la sorpresa amara, poiché molti vedono questa lottizzazione come una vera e propria speculazione, camuffata da progetto in co-housing. Dove sta il timore? Presto detto. Si teme che una costruzione tale, adibita ad accogliere anziani e studenti, non possa avere una collocazione logica in quel sito; gli anziani sarebbero lontani da qualsiasi servizio, dato che lì non esistono market e servizi assistenziali; gli studenti sarebbero troppo lontani dal circuito universitario e da qualsiasi luogo di animazione per giovani, eccezion fatta per il parco, che comunque la sera non presenta certo appetibili situazioni da movida studentesca.

Da queste considerazioni, è ovvio che il ragionamento politico vada fatto con una certa ragionevolezza e serietà. Se la circoscrizione si è espressa fortemente in dissenso, dando addirittura parere contrario all’intero PRG in seconda adozione e proprio per questa lottizzazione, significa che qualche perplessità esiste. Una su tutte. Se, come potrebbe accadere, il co-housing in quel luogo non ha molto senso logico, uno degli scenari futuri possibili sarebbe che, dopo due o tre anni dalla mancata applicazione del co-housing, i proprietari potrebbero chiedere ed ottenere la conversione a normale edilizia abitativa, dando luogo a quella presupposta speculazione edilizia che proprio si vorrebbe evitare, in rispetto alla legge 15 e in rispetto al concetto di zero consumo territorio, alias stop alle cementificazioni.

Da qui nascono gli emendamenti proposti per tentare di stralciare dal PRG questa proposta che la cittadinanza di Gardolo assolutamente non vuole. Se vogliamo parlare veramente di progettare il futuro della nostra città, rispettando ambiente e territorio, spero che la maggioranza di governo di questa città non ceda ai ricatti politici messi in campo dalla destra cittadina, che rappresenterebbero un vero e proprio oltraggio ai cittadini di Gardolo.

Credo sia necessario dare un segnale chiaro ed inequivocabile, per rilevare le differenze di progettualità tra vecchia politica dedita allo sfruttamento sfrenato del territorio, rispetto a ciò che i cittadini vorrebbero vedere, cioè  quella tanto conclamata necessità di cambiare paradigma, per tutelare l’ambiente anche e soprattutto per non ignorare ciò che è in atto a causa dei cambiamenti climatici. E non è vero che il consumo di territorio non c’entra nulla con i cambiamenti climatici, come qualcuno afferma; ogni piccolo ulteriore intervento sul territorio ha la sua inevitabile conseguenza sul clima; quindi, non possiamo continuare a lasciare agli altri l’onere di cambiare. Facciamolo noi, subito, anche da queste piccole cose. Fermando lottizzazioni assurde e anacronistiche.

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